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Domande frequenti (FAQ) Successioni - Studio Notaio Guido Vellani di Modena

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SUCCESSIONI

FAQ – Successioni
 
Dieci risposte essenziali sui principali aspetti civili e fiscali della successione ereditaria.
 
1. Quando si apre una successione?
La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto. Da quel momento vengono individuati i soggetti chiamati a ricevere l’eredità o i legati e occorre ricostruire il patrimonio ereditario, comprendendo sia i beni e i crediti sia i debiti e gli altri rapporti trasmissibili.
 
2. Che differenza c’è tra successione testamentaria e successione legittima?
La successione è testamentaria quando il defunto ha lasciato un testamento valido che dispone di tutto o parte del patrimonio. In mancanza di testamento, o per i beni non compresi nelle disposizioni testamentarie, l’eredità è attribuita secondo le regole della successione legittima, che individuano i familiari chiamati e le rispettive quote.
 
3. Chi sono i legittimari?
I legittimari sono il coniuge, i figli e, in assenza di figli, gli ascendenti, ai quali la legge riserva una quota del patrimonio del defunto. Il testatore può disporre liberamente soltanto della quota disponibile. Se donazioni o disposizioni testamentarie ledono la quota di riserva, il legittimario può valutare l’azione di riduzione nei termini e con le modalità previste dalla legge.
 
4. Quali sono le principali forme di testamento?
Le forme ordinarie sono il testamento olografo, scritto interamente, datato e sottoscritto dal testatore; il testamento pubblico, ricevuto dal notaio alla presenza dei testimoni; e il testamento segreto, consegnato al notaio con le formalità previste. La scelta dipende dalle esigenze del testatore, dalla complessità delle disposizioni e dalla necessità di ridurre il rischio di errori, smarrimento o contestazioni.
 
5. L’eredità si acquista automaticamente?
No. Il chiamato acquista la qualità di erede con l’accettazione, che può essere espressa oppure tacita, quando compie un atto che presuppone necessariamente la volontà di accettare e che non avrebbe diritto di compiere come semplice chiamato. Il diritto di accettare si prescrive normalmente in dieci anni, ma il giudice può fissare un termine più breve su richiesta di un interessato.
 
6. Che cos’è l’accettazione con beneficio d’inventario?
È una forma di accettazione che mantiene separato il patrimonio ereditario da quello personale dell’erede. In questo modo l’erede risponde dei debiti del defunto soltanto nei limiti del valore dei beni ricevuti, purché rispetti termini, inventario e regole di amministrazione. È obbligatoria, tra gli altri casi, per minori, interdetti, inabilitati e determinati enti.
 
7. Come si rinuncia all’eredità?
La rinuncia deve essere dichiarata davanti a un notaio oppure al cancelliere del tribunale competente e viene inserita nel registro delle successioni. Non può essere parziale, condizionata o sottoposta a termine. Prima di rinunciare occorre verificare se siano già stati compiuti atti di accettazione tacita e considerare che, in alcuni casi, la chiamata può passare ai discendenti del rinunciante per rappresentazione.
 
8. Chi risponde dei debiti del defunto?
L’erede che accetta puramente e semplicemente risponde dei debiti ereditari anche con il proprio patrimonio, salvo le regole sulla ripartizione tra coeredi. Chi accetta con beneficio d’inventario limita invece la responsabilità al patrimonio ereditario. Il legatario, di regola, non risponde dei debiti oltre il valore del legato, salvo specifiche disposizioni o oneri.
 
9. Quando deve essere presentata la dichiarazione di successione?
La dichiarazione deve essere presentata, di regola, entro dodici mesi dalla data di apertura della successione dagli eredi, dai chiamati o dai legatari obbligati. È previsto l’esonero quando l’eredità è devoluta esclusivamente al coniuge e ai parenti in linea retta, ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende immobili o diritti reali immobiliari. La dichiarazione ha finalità fiscali e non sostituisce l’accettazione dell’eredità.
 
10. Come si calcola e si paga l’imposta di successione?
L’imposta dipende dal valore netto attribuito a ciascun beneficiario, dal rapporto di parentela e dalle franchigie previste. Per coniuge e parenti in linea retta si applica il 4% sulla parte eccedente un milione di euro per beneficiario; per fratelli e sorelle il 6% sulla parte eccedente 100.000 euro; per altri soggetti si applicano le aliquote stabilite dalla legge. Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l’imposta è autoliquidata e deve essere versata entro novanta giorni dalla presentazione della dichiarazione, mentre i tributi immobiliari sono versati con la presentazione stessa.
 
Avvertenze
Le risposte hanno carattere generale e informativo. Nelle successioni termini, responsabilità e conseguenze possono cambiare in base al possesso dei beni ereditari, alla presenza di minori o incapaci, a donazioni pregresse, debiti, testamenti e beni situati all’estero. Prima di compiere atti sui beni del defunto è opportuno verificare se possano comportare accettazione tacita e valutare tempestivamente l’eventuale beneficio d’inventario o la rinuncia. Contenuti verificati e aggiornati al 15 luglio 2026.
 
Fonti normative e istituzionali
1. Codice civile, Libro II, articoli 456 e seguenti, sulla successione a causa di morte – Normattiva: https://www.normattiva.it/
2. Decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, Testo unico dell’imposta sulle successioni e donazioni, vigente al 15 luglio 2026 – Normattiva: https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.codiceRedazionale=090G0384
3. Decreto legislativo 18 settembre 2024, n. 139, recante modifiche alla disciplina dei tributi indiretti e dell’imposta di successione – Normattiva: https://www.normattiva.it/
4. Agenzia delle Entrate, “Dichiarazione di successione” e “Imposta di successione – aliquote e franchigie”: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/dichiarazioni/dichiarazione-di-successione ; https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/pagamenti/imposta-di-successione/aliquote-e-franchigie
5. Consiglio Nazionale del Notariato, guida “Successioni tutelate”: https://notariato.it/wp-content/uploads/20230803-CNN-Interni-Successioni.pdf
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