I FALSI LUOGHI COMUNI
L’accesso al notariato favorisce i figli dei notai?
FALSO
La funzione notarile non si eredita. L’accesso avviene mediante un concorso pubblico nazionale gestito dal Ministero della Giustizia.
Un concorso pubblico e selettivo
La funzione notarile non si eredita. Per diventare Notaio occorre superare un concorso pubblico nazionale gestito dal Ministero della Giustizia, composto da prove scritte e da una prova orale.
Le procedure concorsuali sono organizzate in modo da tutelare l’anonimato degli elaborati. Secondo il dato divulgato dal Consiglio Nazionale del Notariato, l’82,5% dei Notai non è figlio di Notaio: un dato che contraddice l’idea di una professione riservata alle famiglie già presenti nel notariato.
La risposta in breve
FALSO. L’accesso avviene mediante un concorso pubblico nazionale, con procedure dirette a garantire l’anonimato delle prove scritte. Secondo il Consiglio Nazionale del Notariato, l’82,5% dei notai non è figlio di notaio.
Essere figlio di un Notaio non attribuisce punteggi, titoli preferenziali, riserve di posti né il diritto a subentrare nello studio o nella sede. Per essere nominati occorrono la laurea in giurisprudenza, la pratica prescritta e il superamento del concorso pubblico nazionale. I vincitori sono inseriti in graduatoria e la sede è assegnata dal Ministero della Giustizia in base alla posizione conseguita.
Il concorso verifica, attraverso tre prove scritte teorico-pratiche e un esame orale, la capacità di risolvere questioni complesse di diritto civile, commerciale, successorio, tributario e notarile. La commissione non è formata soltanto da notai: vi partecipano Magistrati, Professori universitari e Notai, secondo la composizione prevista dalla legge. L’eterogeneità della commissione e la gestione ministeriale sono incompatibili con l’idea di una selezione interna affidata alle famiglie professionali.
È ragionevole riconoscere che crescere in una famiglia di professionisti possa offrire familiarità con un ambiente di studio, informazioni e orientamento, come avviene per molte professioni. Questo vantaggio informale non equivale però a una corsia giuridica preferenziale e non consente di superare il concorso senza preparazione. Secondo il dato pubblicato dal Consiglio Nazionale del Notariato, l’82,5% dei Notai non è figlio di Notaio: è una statistica di fonte professionale, ma è comunque direttamente incompatibile con la rappresentazione di una categoria prevalentemente ereditaria.
Il dibattito utile riguarda semmai come rendere più accessibile la preparazione a tutti i candidati — borse di studio, scuole, tirocinio effettivo e trasparenza delle procedure — non l’affermazione, priva di base normativa, secondo cui la funzione passerebbe di padre in figlio.
Fonti normative e statistiche
Fonti verificate il 17 luglio 2026.
1 Ministero della Giustizia, relazione sul D.Lgs. n. 166/2006 — anonimato delle prove scritte https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_2_1.wp?contentId=SAN30826&facetNode_1=1_8%282006%29&facetNode_2=1_6_2&facetNode_3=1_8%28200603%29&previsiousPage=mg_1_2
2 Normattiva, D.Lgs. 24 aprile 2006, n. 166 — disciplina del concorso notarile https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.codiceRedazionale=006G0188&atto.dataPubblicazioneGazzetta=2006-05-10&bloccoAggiornamentoBreadCrumb=true&classica=true&tipoDettaglio=multivigenza
3 Consiglio Nazionale del Notariato, Diventare notaio — dato dell’82,5% https://www.notariato.it/it/notaio/diventare-notaio/
4 AlmaLaurea, X Indagine sulla condizione occupazionale dei laureati, febbraio 2008 — fonte storica e non comparabile https://www.almalaurea.it/sites/default/files/2022-05/x_volume_condoc.pdf
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